.: I Nostri Progetti
 
Seminario sulla creatività e Clownerie Femminile
“La Clownessa, Dea della Risata” - Di Rossella Bergo, Nini

Seminario rivolto a tutte le donne di ogni età, razza e religione che abbiano desiderio e necessità di risvegliare la Clownessa.

"La Clownessa, Dea della Risata”

Il seminario ha come scopo il recupero della naturale predisposizione della donna: il potere di creare!
Attraverso tecniche che mirano al contatto con la propria femminilità, esercizi di clownerie, improvvisazione femminile, cenni sulla storia della Clownessa, lavoro con i simboli e molto altro si esplorerà la propria creatività nella magica dimensione del femminile.

“I cicli della Clownessa”

In base alle varie esigenze e al grado di interesse verso il mondo della Clownessa, il seminario può avere la durata di un weekend e coprire un solo ciclo, oppure seguire uno schema a più cicli, durante i quali si andrà ad approfondire il cammino intrapreso sulla creatività, la conoscenza sulle dinamiche della gag e si lavorerà minuziosamente sulla propria Unicità come donna creativa e Clownessa.
I cicli della Clownessa hanno luogo nelle sere o nei weekend di Luna piena o in quelli che, di qualche giorno, la precedono, per poter utilizzare in questo modo anche le potenti energie di sorella Luna.

"Il Clown"

Nel corso dei secoli il Clown è stato interpretato principalmente da uomini acquistando in tal modo un’impronta soprattutto maschile. Attualmente le donne che decidono di avvicinarsi al mondo del Clown si trovano ad imitare e a prendere come esempio modelli maschili che si riflettono poi, nel tipo di linguaggio, nella scelta dell’abbigliamento, nel modo di eseguire le gag e molto altro, approccio per nulla sbagliato ma che in qualche modo, distoglie dal poter fare tutto ciò partendo da un diverso e nuovo punto di vista, appunto quello femminile, ancora oggi e soprattutto in Italia, decisamente poco sperimentato. 

.: Fiabe in Ospedale

Il progetto “Fiabe in Ospedale” nasce con lo scopo di riportare i bambini ospedalizzati nel mondo della fantasia e creatività come parte integrante di una giornata (purtroppo) scandita  da momenti di grande tensione (es. per l’ambiente estraneo o il dover subire esami invasivi) o dalla mancanza degli elementi basilari nella vita di un bambino (come il contatto con i propri amici, la rinuncia ai propri giochi e abitudini, es. i cibi preferiti).
Il progetto “ Fiabe in ospedale” contiene in sé due strutture, una più tradizionale e passiva che è quella del racconto di fiabe da parte della/del cantastorie per permettere al bimbo  di avvicinarsi alla dimensione del sonno in maniera più dolce e serena e l’altra che consiste invece in un approccio attivo da parte del bimbo verso il mondo della fiaba.
In questo secondo contesto, la fiaba diventa raccontata e non letta, modificata su intervento del bambino, inventata addirittura dal bambino stesso, per sé, per il vicino di stanza o per un altro bambino. La fiaba diventa cioè espressione delle passioni della vita in quel momento non vissuta (dalla magia, alla sorpresa, ma anche alla voglia del piatto preferito, o al tifo per uno sport).
In tutte queste forme, la fiaba (in senso generale) contiene sempre come schema base: un problema, la sua elaborazione e la soluzione. Infatti, ha la capacità di guidare il bambino fuori da situazioni di pericolo e conflitto attraverso il linguaggio che più gli appartiene, ossia l’immaginazione e la fantasia, in grado di illustrare possibili percorsi da seguire e vie d’uscita, fisiche, mentali o semplicemente emotive.
Il mondo immaginario porta il bambino in una dimensione dove tutto può succedere, dove gli animali parlano, gli oggetti danzano, gli alberi cantano, creature fantastiche appaiono e scompaiono con formule magiche, dove loro possono essere semplici spettatori o protagonisti, coraggiosi, creativi, furbi, condottieri, o dolci, bisognosi di affetto ed essere salvati. In quei racconti, si materializza tutta l’emotività del bambino, le sue paure, le sue aspirazioni, i suoi bisogni, in un ambiente protetto, quasi segreto …
Le fiabe diventano un piacevole intrattenimento, oppure un’ottima ninna nanna prima di dormire, in entrambi i casi rappresentano quello stimolo all’interazione ed ad uscire anche da quel mondo di tecnologia che si propone adesso ai bambini quasi come unica forma di svago, anche in ospedale (televisione, videogiochi ecc).

Struttura del progetto: Il progetto prevede un intervento a settimana in orario serale. In base al bambino, (età e sesso ma anche alle sue condizioni fisiche ed emotive) il/la cantastorie sceglie la strategia di “fiaba” che più si addice al momento (approccio  passivo o attivo) per far sì che il bambino al termine dell’intervento la possa sentire come propria,  vissuta o semplicemente aver contribuito alla sua scelta.
Attualmente, in collaborazione con La Carovana dei Sorrisi, siamo presenti con questo progetto da Febbraio 2009 nel reparto M.I.T.A. – Modulo Interdisciplinare Terapie Avanzate (trapianto di midollo) presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Creatività

Sono ben note le meravigliose conseguenze e il grande valore del pensiero positivo, della risata e dell’ottimismo sul corpo-mente. Recenti studi e ricerche affermano inoltre che i pensieri creativi portano a un miglioramento della qualità della vita. Con l’atteggiamento fiducioso, il buon umore e le emozioni positive, l’essere umano può affrontare con più serenità le difficoltà della vita, imparare ad amarsi e a ridurre ansie e depressione, attirando a sé tutto il Bene e l’Abbondanza che l’Universo offre.
Ognuno possiede un linguaggio “artistico”, ovvero un modo di esprimersi e sperimentarsi come essere creativo che, se sviluppato, può avvicinare alla propria Unicità. Quando le persone lo contattano e gli danno voce, allora l’entusiasmo, la soddisfazione e l’accettazione di sé come essere artistico portano a immergere pensieri, anima e corpo nell’immenso mare creativo che infonde una visione gioiosa della quotidianità.
Per “creatività” intendo tutto ciò che è espressione del sogno, uno stare con se stessi che ha il potere di sostituire timori e insicurezze con l’eccitazione e la presenza di sé. Anche spolverare la casa può essere un atto creativo che rende il quotidiano diverso dal solito. I maggiori nemici della creatività sono infatti la pigrizia, la disorganizzazione, la mancanza di disciplina, la falsa credenza che la creatività appartenga solo agli artisti e, non meno importante, il giudizio. Muore nel momento stesso in cui pronunciamo frasi come “Non ho abbastanza tempo, non ho idee, quello che faccio non vale niente, gli altri sanno fare sicuramente meglio di me, non sono all’altezza”. Non dobbiamo permettere che il pensiero negativo devitalizzi l’azione pregna di genio: la creatività non è un privilegio di alcuni, tutti siamo creativi.

Comicoterapia

La Comicoterapia o più precisamente la “gelotologia” (dal greco ghelos = riso, logos = scienza; scienza della risata) agisce, secondo i recenti studi di psiconeuroendocrinoimmunologia, direttamente sul sistema immunitario, rinforzandolo grazie ad una maggiore produzione di beta-endorfine.
La psiconeuroendocrinoimmunologia, PNEI, conferma la diretta influenza degli stati mentali, delle emozioni, sul sistema immunitario e viceversa. Le emozioni, infatti, agiscono direttamente sul sistema immunitario attraverso canali neuroendocrini, e il sistema immunitario riflette il suo stato direttamente sulle emozioni.
Ridere è un’espressione innata, infatti, la risata può essere considerata come una delle prime forme di comunicazione, un istinto primordiale. Ha origine da una delle regioni più antiche della corteccia cerebrale, la stessa che controlla altre emozioni ancestrali, come la gioia e la paura.
Gli effetti psicologici e biologici del riso sono tutti positivi. Ridere, infatti, è un esercizio muscolare e respiratorio che permette di liberare e purificare l’organismo per l’espulsione dell’anidride carbonica, migliorando le funzioni intestinali ed epatiche; quando si ride tutto l’organismo è coinvolto dagli effetti positivi del buonumore: cervello, polmoni, sistema cardiovascolare e muscoli.

Uno dei linguaggi che utilizza la clownessa per attuare la comicoterapia e sviluppare la propria creatività è la gag ossia una struttura formata da uno schema ben preciso che permette di comunicare informazioni e messaggi profondi in maniera apparentemente leggera. Attraverso la gag abbiamo la possibilità di inviare le nostre idee al mondo, creare atmosfere magiche, trasmettere messaggi d’amore e di pace, infondere riflessioni e dubbi, portare maggior consapevolezza, far divertire gli esseri umani e molto altro. (Per approfondire questo argomento puoi consultare il libro La clownessa, il sorriso intimo della donna di Rossella Bergo Venexia Editrice 2010 o partecipare al seminario La Clownessa, Dea della risata ).